Musica sola mei superest medicina veneni
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Silentia Lunae

L’impianto della nostra ricerca e quindi dello spettacolo si fonda su un’accurata indagine delle Laude in onore dei Santi ed in particolare della Vergine.

Una rievocazione del percorso della Via Francigena, verso Santiago de Compostela, in una celebrazione dello splendore medievale. Musiche  antiche eseguite su strumenti replica di originali. La storia di un  luminoso sentiero dell’umanità alla ricerca di Dio attraverso il canto. Temi mistici e sacri si fondono con atmosfere accattivanti per gli ascoltatori moderni, dal gregoriano

Le Laude inducevano al raccoglimento spiritualmente e contemporaneamente allietavano ed univano; i melodiosi e semplici canti facilitavano l’apprendimento dei concetti dottrinali e scritturali. I contenuti delle poesie musicali potevano essere facilmente assimilati se intonati nella collettività o se ascoltati dalle voci armoniose e dagli strumenti di cantori preparati.

Un percorso alla riscoperta del mondo della Lauda e del genere Laudistico nel Medioevo..

 

Un percorso alla scoperta del mondo della Lauda e del genere Laudistico nel Medioevo

 

Un viaggio musicale nei secoli XVI e XVII tra Spagna, Regno di Napoli e Italia

 

A cavallo fra il ’500 e ’600, la Spagna, ricca potenza in espansione, campeggia come un gigante nel Mediterraneo, occupando vasti territori in Italia.

La presenza spagnola influenza il mondo della cultura e dell’arte, ed anche il mondo religioso (in special modo a Napoli) si tinge di luce mistica, sotto l’influsso dei grandi Santi del Siglo de Oro.

La diaspora Sefardita ed il migrare del popolo ebraico aggiungono a questa vivacità il suggestivo ed arcaico suono dei canti delle sinagoghe, evocative di quasi fiabesche reminiscenze di epoche più antiche della stessa memoria storica.

E sulla scia dei soldati, dei profughi, dei pellegrini e dei musicisti viaggiano le melodie nel sud dell’Europa.

Lungo tutta l’Italia, contesa per posizione e ricchezze da molti dominatori, s’intessono i contatti che stimolano la vita intellettuale.

Attraverso il Regno di Napoli, la penisola accoglie e fermenta, rimescola e impasta, coglie il sogno di un universo dai confini ancora inenarrabili, canta vita e amore, si interroga su Dio, e poi ritorna dal suo peregrinare trasformata, diversa: non è più mondo antico, ma mondo moderno.

Ci introduce nel tema festoso di una celebrazione lo Jubilet di Monteverdi: perfetto ordito fra ritmo e melodia dove le virtuosistiche fioriture vocali si intrecciano con una semplicità armonica fresca e accattivante. Ay Santa Maria è una testimonianza della profonda religiosità della Spagna di fine ‘400, preghiera alla Madre di Dio, “luce e speranza” dell’anima che a lei si affida; tratta dal Cancionero de Palacio, il più ricco codice della corte di Ferdinando d.Aragona e Isabella di Castiglia, attesta l’interesse dei sovrani anche verso il trascendente.

Dallo stesso manoscritto Levanta Pascual del più famoso e celebrato poeta spagnolo del secolo: Juan del Encina.

Ci spostiamo dalla musica di corte a quella tradizionale sefardita, che testimonia una spiritualità, ed una gioia di vivere, malgrado le difficoltà, che trova radici non in un luogo materiale, ma in una promessa di restaurazione, riconciliazione, messianicità escatologica.

 

La musica e la vita di S. Francesco

Un concerto ispirato al meraviglioso percorso di San Francesco, tracciato dalle Fonti Francescane, e accompagnato dalla musica contemporanea al Santo, per narrarne i momenti salienti della vita e dell'incontro con Dio.

Le musiche, tratte da vari manoscritti medievali, tra cui il Laudario di Cortona, sono ancora in grado di trasmettere un forte messaggio di amore per Dio, di conversione, e di gioia di vivere, che culminano nell'esperienza di "lode vivente" espressa da ritmi vivaci ed intensi.